Bagni Sclafani ricorda i morti

 

Certo che commemorare i caduti con la partecipazione di militari dell' Arma senza rivolgere una parola corragiosa e un pensiero a coloro ancora oggi bollati come "traditori" lascia un po' preplessi. Sono storie dolorose che molti non conoscono e che subdolamente vengono sottaciute come si fa con i nomi dei veri assassini del mondo di certa politca e di certe istituzioni democratiche deviate che or settant' anni fa tennero a battesimo le primi stragi di stato, connivenze con il potere mafioso e, soprattutto il delitto finalizzato alla eliminazione fisica di chi sapeva molto. Nomi come Mattarella, Scelba, Andreotti, Finocchiaro, La Barbera, Subranni, Contrada, etc., "pars pro toto" di una via lattea di debosciati che seminaro il loro percorso all' interno delle istituzione, sino alla morte dei magistrati Falcone e Borsellino e delle loro scorte, che brucino sotto il marchio di fuoco della vergogna e della dannazione perenni che devono anche colpire inesorabilmente i loro figli e nipoti, specialmente se presenti negli ambiti sensibili della politca e delle istituzioni, nella misura in cui costoro rispondono con silenzio e agnosticismo al peso dell' eredità che indirettamente grava sulle loro coscienze. Che sia, pertanto la Magistratura tutta, punto di riferimento della società civile, a risvegliarsi e fare del coraggio dei pochi e sinceri collaboratori di giustiza, come Vincenzo Calcara, un' occasione di riscatto morale della Nazione, elevando il fenomeno mafioso a luogo di un profonda ricerca sociale e giuridica finalizzata alla prevenzione del fenomeno stesso, alla difesa della famiglia ed al recupero preventivo di soggetti deboli, in ispecie giovani, votati alla violenza, come il caso del diciottenne (!) siciliano Antonio Tagliata nella motivazione del delitto commesso "per proteggere il padre che ha avuto problemi con la giustizia".
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Commento in riferimento ad una notizia pubblicata sul Blog:
www.madniepreess.it          dell' 8. Novembre 2015 dal titoli
dal titolo: Sclafani Bagni commemora i morti
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