Società

Le radici dell' Urbatettura in Italia: dalla "polis" alle "città di fondazione" del Fascismo

 

I riferimenti all’architettura della casa e all’urbanistica della Grecia arcaica, classica ed ellenistica, nel contesto storico della colonizzazione greca del Suditalia e nella Sicilia (Magna Grecia) e della fondazione delle póleis, costituiscono la struttura di una paziente ricerca nell’ambito degli studi agli inizi degli Anni Settanta in Svizzera sotto l’amorevole guida del nostro compianto méntore, professore Alberto Sartoris, durante i corsi di Teoria dell’Architettura e Storia della Città. Sono trascorsi molti anni da quella ricca e intensa stagione di vita senza che, tuttavia, la specificità di quella esperienza – arricchita, successivamente, dall’altra feconda, professionale, in Germania – avesse perduto nelle intensità, attualità e aderenza ai molteplici bisogni materiali dell’uomo, tra i quali annoveriamo il diritto irrinunciabile ad una casa e ad una città a misura di cultura e di dignità umana.

Ma è anche l’occasione per rivelgere un pensiero di riconoscimento all’opera poliedrica di Iannis Xenakis (1922-2001), componista e architetto di nazionalità greca, dal 1947 al 1959 collaboratore di Le Corbusier, per i suoi preziosi contributi dati alla simbiosi tra Musica e Architettura.   Non è questa la sede per approfondire un discorso serio e di spessore culturale su quella che fu la meravigliosa stagione dell’architettura e dell’urbanistica negli Anni Venti e Trenta in Italia: quel (ri)condurre il progetto di architettura alla sua essenzialità formale e strutturale e l’altro di piano nel collegamento tra una esigenza di rappresentazione socio-politica con l’autorappresentazione del Fascismo italiano, come sottilmente ha fatto osservare Meinhard von Gerkan nel suo saggio dal titolo Città ideale-Progetti reali, con il richiamo alla fondazione di Latina, nata dall’impegno personale del Duce. Dalla decisione della fondazione nell’aprile 1932 all’insediamento delle prime 19 famiglie provenienti dal Norditalia, trascorsero soltanto sei mesi, fa osservare von Gerkan.

A chi stai pensando ?

Sto pensando a Carlo Alberto Alberto Dalla Chiesa e la moglie, Giovanni Falcone e la moglie, Paolo Borsellino, le loro scorte e a tutte le altre vittime della violenza di mafia & stato, questo autorevolmente e degnamente rappresentato da sue istituzioni e reppresentanti istituzionali "deviati" alcuni morti nella dannazione eterna, altri ancora a piede libero e in attesa di essere arrestati, processati e sottoposti a pubbligo ludibrio.

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la Repubblica.Palermo 10. Novembre 2015

Il pentito in bicicletta sfida la mafia(e lo "stato". Ndr) Video"Non lascio la mia Sicilia, se ne vadano i boss" (soltanto loro ? Ndr)

Stefano Lo Verso, l' ex autista di Provenzano è tornato a Ficarazzi. Il Viminale (titolare e responsabile un ministro di origine siciliana, ndr) gli nega il programma di protezione. Lui: "Sono un morto che cammina"

di Salvo alazzolo e Giorgio Ruta

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A Bagheria esiste una via cittadina intestata ad un certo Bernardo Mattarella il quale, padre dell' attuale PdR., dallo studio di atti giudiziari, dalle risultanze del lavoro condotto dalla prima commissione antimafia, presidente un certo senatore dc Pafundi, e dalla pubblicistica, risulta essere uno dei mandanti della prima strage di stato: la strage di Portella della Ginestra.

Bagni Sclafani ricorda i morti

 

Certo che commemorare i caduti con la partecipazione di militari dell' Arma senza rivolgere una parola corragiosa e un pensiero a coloro ancora oggi bollati come "traditori" lascia un po' preplessi. Sono storie dolorose che molti non conoscono e che subdolamente vengono sottaciute come si fa con i nomi dei veri assassini del mondo di certa politca e di certe istituzioni democratiche deviate che or settant' anni fa tennero a battesimo le primi stragi di stato, connivenze con il potere mafioso e, soprattutto il delitto finalizzato alla eliminazione fisica di chi sapeva molto.

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