Politica

L' Huffington Post   15.11.2016

Alfredo Robledo al referendum vota NO: grazie

di nicolò piro

Il NO vince se si ragiona. Il mondo dove non si ragiona è quello del catto-sinistrume che amoreggia un giorno con Berlusconi e l' altro con Verdini che a vicenda cullano il pargoletto imbro(co)glione e sciacallo-cannibale (ruolo che svolse per sbarazzarsi del compagno di partito Letta jr. al quale non si stancava di promettere lealtà) Renzi, detto "Mateo".

Ragionando, ragionando (ma seriamente) ti rendi conto, ma anche ragione, che il senato dei 100 è una bolla di sapone che contiene residui raccogliticci di regioni e comuni e che mai può essere la soluzione per sostituire quell' ovile attuale di senatori, scopiazzato dalla Regione a statuto speciale Sicilia per la fabbrica di sperperi tenuta in piedi sin dalla nascita contorta di questa malata e corrotta Repubblica.

La soluzione al senato dei 430 e al senato dei 100 proposto dalle teste malate di Renzi e Boschi ? Un <Consiglio delle Regioni e del Lavoro> di 30 membri con un ben definito ruolo consultivo, costituito dai: 1. Presidenti delle Giunte reg. li di Regioni tutte a statuto ordinario sotto poste ad un processo razionale di accorpamento il cui numero dei consiglieri (non "on.", anche se di seconda taglia !) verrebbe ridotto del 50 %, 2. Rappresentanti del mondo del Lavoro; 3. Rapresentanti del mondo delle professioni; 4. Rapresentanti del mondo della produzione.

Insomma il LAVORO - che è vita - al centro della Politica (e non della malapolitica), come fu pensato nel clima creativo della Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.) e innestato nella sua Carta Costituzionale (Prima Repubblica), malamente scopiazzata <dai padri e dalle madri> in occasione della scrittura della Carta Costituzionale della Seconda Repubblica (cioè quella nella quale si vegeta da 70 anni), dove il LAVORO venne posto all' art 1., soltanto grazie alla testardaggine di Amintore Fanfani, noto e serio studioso di Economia nazionale ed ex docente di Mistica fascista.

Abrogazione dell' attuale istituto della Provincia per sostituirlo con che cosa, con quale smorfia ? Con la inutile <Città metropolitana>, funzionale soltanto agli sporchi interessi di una malapolitica che ha affondato le sue sporche mani su tutto ? NO. E allora ? Una soluzione ragionevole, attestata dal funzionamento ad orologeria della sana P.A. della Germania (la cui economia è stata superata da quella galoppante di questa italia, come sbandierato proprio oggi da uno dei portavoce del sinistrume: il sedicente quotidiano La Repubblica), sarebbe l' istituzione del <Comprensorio di più Comuni > (il Landkreis della Germania), dotato di un Consiglio/Assemblea eletto/a dai cittadini del Comprensorio e di un Responsabile a presiedelo, altrettanto eletto dai cittadini del Comprensorio. Comprensorio che, nella sua articolazione in 4 Dipartimenti/Assessorati, cura la vita amministrativa e tutti, riscrivo "tutti", i servizi necessari alla vita dei cittadini (ambiente, sviluppo urbano e territoriale, scuola, traffico, viabilità, salute, polizia, protezione civile, etc.) sottoposto, però, al controllo del <Distretto amm.vo/Regierungsbezirk> (in Germania) competente per Comprensorio, posto tra la P.A. regionale (Assessorati) e la P.A. di Comprensorio e Comuni. Una macchina perfetta, e certamente ordinata, che porrebbe un freno alle scimmie di sindaci e sindachesse che scorazzano in questa italietta dissennata e, conseguentemente, perennemente malconcia.

Una vergogna che la sedicente riforma costituzionale Renzi-Pd-Boschi per meschinità non ha complatamente osato affrontare è stata quella concernete l' elezione del Capo dello Stato (attualmente il capo dello stato italiano è il cav. Matteo Messina Denaro) da parte dei cittadini (<democrazia diretta> per dare la prima bacchettata a quella disgustosa di tipo "rappresentativa" che fa dei sedicenti partiti e partitini di cambiacasacca d' affari <dei ex machina> di un popolo cornuto e disorientato).

Un simbolo-guida eletto, pertanto, come <primo inter pares>, dotato di serie e ben altre responsabilità, giammai nel ruolo di <presidente della repubblica à l' italiana>, imposto da disoneste maggioranze politico-parlamentari e da oscure "entità", pescato in una delle tante discariche di rifiuti solidi, liquidi e "umani" di questa italia <terra dei fuochi>.

Un Capo dello Stato, ieri sì "comcepito e, come da prassi, proposto" proprio nella Germania, economicamente subissata dall' Italia, nella nobile figura dell' attuale Ministro degli Esteri federale, Dr. F.-W. Steinmeier, anche se poi verrà eletto da una seria e saggia assemblea parlamentare, è motivo di immensa gioia non soltando per i cittadini tedeschi, ma anche per per i "concittadini" stranieri, come il cornuto italiano che scrive.

Riforma costituzionale à l' italiana, pertanto ? NO, grazie ! Che se la votino per uso di cesso il popol(in)o del catto-sinistrume e le anime pie(tose) dei cambiacasacca alfaniani, lasciando per qualche giorno ancora la vendita sul libero mercato delle idee vuote alle Serracchiane, ai Martina, ai Romano, ai Fiano, ai Cuperlo, ai Gaerini, ai Nardella, ai Lupi, e a tutte le altre sottospecie raccolte in un etcetera, etcetera, etcetera senza fine.

Insoma, chi ragiona non può che votare NO e si accorge, come per incanto, di sentirsi "italiano" e un "zoon politikon" (essenza politica) in senso aristotelico.

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L' Huffington Post 14.11.2016

La primavera di Bulgaria e Moldavia per un' Europa dall' Atlantico agli Urali

                                                                                                                                    di nicolò piro

Chi semina vento raccoglie tempesta. E questa Europa, sconnessa e superficiale, ha seminato vento e raccolto tempesta intanto in Bulgaria e in Moldovia. Una risposta al guerrafondaio segretario generale della NATO, Stoltenberg o, invece, errori su errori del passato e del presente nella gestione denza visoni dell' identità europea. O si cambia nel nome della Cultura o si muore schiacciati dalle proprie contraddizioni.

L' apertura di Trump a Putin è una grande occasione da sfruttare ed è l' ora di smetterla con il continuo richiamo ai populismi che, poi, sono di destra e di sinistra. Sono ignorante e lo ammetto. Ma la mia ignoranza più che a Roma, mi fa guardare ad Atene; più che all' Italia, finita nelle morsa di mafie, malaffare, malapolitica e corruzione, mi riporta alla Madre e Magna Grecia, all' Europa dell' era comunale, all' Europa della Rivoluzione francese, all' Europa dei grandi pensatori.

Fare dell' Europa una grande <Polis> e della massima urgenza per poter sopravvivere, poiché questa grande "Idea" fu la vera culla della civiltà europea, sia in termini di Politica che di quella cultura urbana dalla quale scaturì la meravigliosa storia della <città europea> che in Italia, fecondata dall' Urbanistica medievale trovò il suo apice nellUrbattura del Fascismo considerata nelle due sue due componenti di Cultura deil progetto di Architettura e Cultura del progetto di Piano.

Dare un segno ri rinascenza, di sensibilità e di ritrovato amore per la città significa fare della ricostruzione dei luoghi distrutti dai sismi l' occasione per declinare presente e passato, lasciando ai Renzo Piano di turno la costruzione di tecnoloidi edifici che grattano il cielo portandovi quel verde per privilegiati sottratto al godimento dell' uomo della strada che si muove alla quota della superficie terrestre. Che continui pure a perfezionare il suo "Diogene", il signore architetto Renzo Piano, e tolga via le mani dalle periferie, dalla città e dai luoghi maltrattati dalla violenza della natura (e dell' incuria della politica), mentre noi attendiamo un Ippodamo "ideale", un Aristotele moderno capace di parlarci di una Polis che possa ridare senso alla vita ed alla Politiká, alla città e all' uomo,

Si, soprattutto all' Europa che più dell' Est e dell' Ovest può essere all' altezza di ridisegnare il progetto di una società fondata, oltre che suoi valori spirituali tradizionali, su una <Idea di città> nuova, già sentita dalla popolazione mondiale nella sua grande forza di attrazione, che, però, non trascuri le periferie e i centri minori che, poi, proprio per il loro legame alla natura ed alla terra, costituiscono il nucleo formativo dal quale si svuluppa la scala metropolitana: in concreto della <grande città>, grazie ad un nuovo concetto di pianificazione territoriale da innestare con sensibilità a quella urbana , questa nei suoi perenni elementi costitutivi: strada, piazza ed edifici , collegati in una armoniosa composizione spaziale capace di mitigare l' irruenza di traffico e viabilità e coniugando il tutto con la difesa della natura e del paesaggio.

Parliamo, pertanto, di una Urbatettura europea e di una Filosofia paneuropea istituendo nella Scuole di Architettura di città come Granada, Palermo, Atene, etc., Dipartimenti di Urbanistica islamica quali ponti di culture diverse, ma saldamente legate al destino dell' uomo, se vero è che senza Architettura e Ars urbium non possono esistere comunità vibranti e città pulsanti di vita e cultura. In tal senso l' Europa mi sembra essere la scala ideale se coloro preposti alla sua (ri)costruzione sono in grado di elaborare le buone e sante regole del fare all' interno della cornice con punto di forza il dialogo, più che rapporto, tra "uomo e natura".

Incominciamo, pertanto, con un No "politico" alla sedicente riforma costituzionale quale premessa di un cambiamento lento, ma incidente, dal sistema di democrazia rappresentativa al sistema di una democrazia diretta, coinvolgendo di più i cittadini, in ispecie allorché si tratta di questioni di grande rilievo istituzionale come: 1. L' abrogazione di un inutile, quanto dispendioso, apparato senatoriale da sostituire con un <Consiglio delle Regioni e del Lavoro> di 30 membri in cui possano trovare posto i presidenti delle Giunte reg. li di Regioni tutte a statuto ordinario, rappresentanti del mondo del lavoro, delle professioni e della produzione; 2.Una ragionata diminuizione dei parlamentari nazionali e consiglieri regionali, dettata dalla realtà economica nella quale si trova l' Italia e dal malcontento dei cittadini nei confronti di un inefficiente apparato politico generale; 3. L' elezione diretta del Capo dello Stato, <primus inter pares>, da parte dei cittadini, mai più imposizione di disoneste maggioranze politico-parlamentari, se non di oscure "entità" che continuano a minare l' esistenza di una sana Politica, sino ad una radicale, quanto meditata e saggia - poiché prevalentemente affidata al sapere di validi costituzionalisti e non di avventurieri politicanti - riscrizione della Carta costituzionale.

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L' Huffington Post   13. Novembre 2016

Gentiloni in mezz' ora: Conversazioni

di nicolò piro

Il signor Gentiloni mostra un pauperismo culturale e politico, ma anche scarsa capacità di analisi inspiegabile in un poilicante di lungo corso senza successo come lui, rappresentante di un' afona classe politica dirigente, non sappiamo fino a quando per fare posto ad una sorella germana avveduta in una Italia che proprio da settant' anni non riesce a mettere in luce un chiaro profilo d' immagine e di identità nazionale.

Non capire che il movimentismo da trottola impazzita, azionata da una cordicella, della signora Mogherini continua a porsi di traverso nel pensiero già disarcolato di una Unione europea che in versione attuale ha fatto il suo tempo, è semplicemente perverso, quanto ingannevole, oltre a confermare la ferma volontà inconscia a non voler cambiare e darsi una spiegazione delle ragioni della Brexit che ad assestamento avvenuto finirà con il riprendere e consolidare in via definitiva il rapporto tra madre (Gran Bretagna) e figlia (Stati Uniti d' Amera) e isolare l' Europa da un contesto geopolitico internazionale che non ha ancora i caratteri di un assetto.

In Europa resterà soltanto la Germania a sopravvire, politicamente ed economicamente, e a dialogare con il mondo, grazie alle sue risorse di pensiero e di sviluppo di alta tecnologia, ma anche alla potenzialità in visioni politiche espresse già in più occasioni e vieppiù raffinate in acume, senso di equilibrio e saggezza grazie ad una ricchezza di risorse umane grazie ad un fundus inesauribile, aperto ai cambiamenti, in dipendenza di grandi risorse formative. latu sensu, che sul piano continentale soltanto nella Confederazione elvetica trovano il loro pari.

L' apertura di Trump a Putin, oggi, al dittatore nordcoreauno, chissà a breve scadenza, è in ogni caso foriera di speranze e distensione, oltre ad evidenziare il dato della fine della Politica come primato sul destino del cittadino e, men che meno, sull' Economia, rafforzando il concetto di <idea> come <essenza primordiale e sostanziale>, sino alla rappresentazione o un disegno della mente e dello spirito - come intesa in ambito filosofico nel mondo greco -, sì da tessere una relazione unica con la <dialettica>, questa a sua volta intesa come strumento di elevazione, capace di connettere il raffronto di realtà diverse e, pertanto, rendere possibile il <sapere>, percepito come <emanazione> delle idee, senza per questo escludere contra(o)pposizioni, avendo, tuttavia, come obiettivo un' auspicabile armonia sociale e politica - come fu in secoli lontani nella "polis" greca, prima, e della Magna Grecia, poi, nelle quali predominante fu il pensiero di Aristotele (la Politica) e le sue obiezioni al riguardo della dottrina platonica (lo Stato), laddove per Politica veniva inteso il fine da realizzare, il <bene dell' uomo>, per Aristotele quella <felicità>, sia del singolo che della comunità e delle <città> nelle quali "grande e completo" deve essere il conseguimento e la conservazione della felicità di una città, la <polis>: questa intesa sia come "città", cioè agglomerazione urbana, strictu sensu, che come "città-stato" o "stato", latu sensu, dove preminente deve essere l' acquisizione di alcune particolarità, come virtù e felicità, che l' uomo non possiede dalla nascita.

Ne discende che il tema della Politica, gr.: Politiká (propriamente <le cose politiche>) di Aristotele non è la <polis>, bensì la <buona vita> dell' Uomo (zoon politikon) in una <polis>, nei due casi di <ciità> e <città-stato> o <stato>. Donde è conseguenziale che in primo luogo Aristotele si occupa della comunità <politica> nella quale l' uomo vive, per definire, poi, in forma di un modello astratto e genetico, la struttura della <polis>, dello <stato>, ponendo come punto di partenza la comunità tra donna e uomo, così come tra padrone e schiavo dalle quali discende l' istituzione naturale <casa>, rispettivamente <nucleo familiare>, cioè la <famiglia>, mentre dall' agglomerazione di più case risulta la comunità naturale del borgo e da più borghi la città, l' unica a garantire l' autarchia dell' uomo.

Da tutto ciò Aristotele deduce che la Polis esiste per natura e che l' Uomo, in misura maggiore degli animali che vivono assieme (api, vespe, formiche, gru), per natura è "essenza politica": zoon politikon. In tal guisa sono essenze politiche quegli esseri viventi che svolgono assieme un' attività come l' uomo, le api, le vespe, le formiche, le gru e da questi hanno luogo quelli che assumo un ruolo di guida, capo, leader, gli altri sono "anarchici".

Come si può constatare, per Aristotele non esiste barriera alcuna tra uomo e animale come, invece, nella cultura cristiana (tranne nel messaggio francescano). Al contrario con alcuni animali che vivono in comunità, l' uomo ha in comune l' istinto della socialità: la sua componente biologica, pertanto, va oltre la sua esistenza politica senza ancora essere definita in quanto essenza sociale. Definizione che tra gli esseri viventi discende dal possesso del linguaggio e della ragione (lógos)

Come si fa, allora, a conseguire lo status di <Stato>, dirermmo, oggi, ancora "nazionale", da declinare con il concetto di un <Oltre lo Stato> "soprannazionale" (dt.: überstaatliche Organisation), quale potrebbe/dovrebbe essere una rivisitata <Comunità europea> posta tra cultura anglosassine e cultura slava? Né il signor Gentiloni né la signora Mogherini, pars pro toto di un esercito di politici senza anima e cultura (donde <politicanti) sono, a mio debol parere, in grado di darci una risposta.

Un passo indietro verso la <Madre e Magna Grecia> per poter progettare premesse e condizioni necessarie alla costruzione di una <Polis europea>?

Oportet !

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